In un mondo ormai lontano, in un’epoca di città economicamente floride e di cambiamenti paesaggistici, nacque un movimento pittorico noto come Vedutismo.

Siamo nel 1700, e per un intellettuale era facile cedere al fascino del mutamento. Ma nonostante ciò avvenisse sotto i loro sguardi, la pretesa di qualcosa di più fece sorgere un’arte finalizzata al riportare su tela città e paesaggi: il Vedutismo.

Vedutismo: di cosa si tratta

In particolare, il Vedutismo consiste nel ritrarre dal vivo un determinato paesaggio. Non solo: caratteristica principale di questo movimento pittorico, nel 1700, era proprio quella di osservare “vedute” di paesi e città, fino a rendere la restaurazione della tela un’attività continua. E tutto ciò avveniva tramite l’uso di una camera “ottica”, in modo tale che i pittori fossero in grado di restaurare il quadro a seconda dell’esigenza artistica.

La camera “ottica” altro non era che una sorta di scatola ove erano contenuti dei veri e propri specchi. L’artista guardava l’immagine che lo specchio rifletteva (del paesaggio o della città) e procedeva con lo stilare una bozza. Tale bozza veniva poi revisionata, perfezionata e resa più nitida.
Persecutori del Vedutismo furono pittori come Bellotti e Canaletto, i quali facevano uso della camera che, ad oggi, è possibile ammirare al Museo Correr presente a Venezia.

vedutismo

Altra peculiarità del Vedutismo è che questo necessitava di molta precisione, soprattutto riguardo ai dettagli. Le bozze degli artisti venivano, infatti, costantemente modificate, riviste e perfezionate, con l’obiettivo di dar vita ad un ritratto quanto più fedele possibile alla realtà

Vedutismo: perché divenne così apprezzato

Il Vedutismo divenne un movimento pittorico molto apprezzato nel 1700, specialmente nella città di Venezia.

Un simile successo venne generato soprattutto dal fatto che i quadri offrivano riproduzioni realistiche e fedeli alla realtà, sia essa riguardante un paesaggio, strade o edifici.

In un’epoca avvezza al cambiamento, gli intellettuali ebbero infatti a disposizione una testimonianza tangibile di ciò che stava accadendo attorno a loro: la città mutava e tutto ciò era comprovato da tele e da splendidi dipinti. L’arte, in sostanza, confermava le tesi che andavano professando.

Non solo: la fama del Vedutismo derivò anche dal fatto che la gente comune aveva la possibilità di ammirare l’arte e di sognare attraverso di essa. Volare con la fantasia nell’osservare i dipinti era facile, specie grazie ai dettagli che venivano impressi nel quadro. Bastava ammirarli per avere l’impressione di trovarsi da tutt’altra parte, fuori dal tempo e dallo spazio.

Il maggior esponente del movimento pittorico in esame, in Italia, è il già citato Canaletto (il cui nome d’origine era Canal Giovanni Antonio). Egli, invero, dopo un periodo trascorso a Roma, fece ritorno a Venezia e fu allora che entrò in contatto per la prima volta con i cosiddetti vedutisti del tempo. Canaletto rimase folgorato dal Vedutismo e iniziò a farlo proprio, divenendo gradualmente il massimo persecutore del mutamento artistico dell’epoca.

Vedutismo: curiosità sul movimento pittorico

Nel Vedutismo, l’unico vero ostacolo era rappresentato dal non essere in grado di raggiungere la perfezione nel riprodurre città e paesaggi.

Posto ciò, tale movimento pittorico del 1700 andò a dividersi in due diversi filoni:
Il primo, denominato Capriccio, venne creato da tutti quegli artisti che avevano come scopo quello di dare al movimento un’ottica maggiormente personale e più distante dalla realtà dei fatti. I dipinti di chi faceva parte di questo filone, infatti, vennero arricchiti da componenti di pura fantasia.

Il secondo, noto come veduta “realistica”, venne invece ideato dai pittori che scelsero di restare fedeli alla realizzazione di opere che rispecchiavano ciò che appariva ai loro sguardi. Nei loro quadri non vi erano, pertanto, dettagli di finzione.

In ogni caso, la vera evoluzione di questa forma d’arte originò dal mutamento dei soggetti che venivano dipinti. I paesaggi (ovverosia la natura) e le città potevano dirsi i soli ed unici protagonisti delle tele del movimento pittorico del 1700.

I sostenitori del Vedutismo erano letteralmente ammaliati dal cambiamento che stavano subendo le città, le quali stavano divenendo maggiormente consumistiche rispetto al passato. Attualmente è possibile affermare che il Vedutismo è ciò che ha anticipato l’arte della fotografia, e questo grazie all’uso della camera “ottica”.

Una scoperta che si è manifestata in quanto tale solamente nei secoli successivi, con l’epoca moderna.